Eppure si va insieme ad uno shooting, come si fa sempre e si fa pausa pranzo insieme. Sotto l'ombrello in due, io che la tengo stretta a me per non bagnarci ed entriamo in questo bar con aperitivi interessanti e costosi per la nostra pausa... e finalmente torna lei, quella per cui il mio essere imbranato sarebbe del tutto naturale. Lei perfetta sui suoi tacchi, io assolutamente a mio agio nel tentativo di catturare qualcosa di buono in uno shooting all'aperto in una giornata di pioggia. Infreddoliti e titubanti sull'esito finale ci confrontiamo, sui pochi scatti fatti appena scaricati sul tablet, ma non rendono e lei preoccupata poiché mi vede, e mi sente, assolutamente incazzato.
Non dico una parola, mangio appena qualcosina, piuttosto bevo acqua a litri e lei quasi intimorita mi imita e quando mi accorgo del suo disagio è troppo tardi. La osservo, e lei d'istinto guarda altrove, fingendo di cercare spunto dalle foto, percepisco il disagio, la paura, il timore che ha sempre avuto ancor prima che la conoscessi, quando veniva con me per gli out, e in tutte quelle occasioni, sempre invisibile, cercava spunti e mi dava idee e io la guardavo, o meglio l'ascoltavo senza proferir parola e le tremava la voce, e io lo sapevo che lei era il mio punto fermo e resta ancora quel punto fermo, solo che non la vedevo, ora ci provo, e di nuovo non la vedo più "Andiamo: hai avuto una stracaxxo di idea che dobbiamo realizzare in 30 minuti!!!". E il dulcis vulgaris che denota il mio mascolino essere incazzato quando non ho idee mie!!!! E lei: lo sa e sorride...
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